Numero 18 2015
 
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La Sicilia, Dioniso e la riscoperta della Bellezza: un Viaggio nel Patrimonio Siciliano. Siamo lieti di proporre questa pregevole pubblicazione sul Patrimonio Unesco Siciliano, resa possibile dalla passione sapiente di Aurelio Angelini e dall’arte fotografica di Lamberto Rubino. Qui si racconta parte fondamentale dell’heritage isolano e della storia antica e nobile della Sicilia. Si raccontano la bellezza e l’importanza del Patrimonio materiale e immateriale siciliano, la sua vocazione di “luogo dell’Anima” per Viaggiatori colti che nel Sette-Ottocento furono attratti da una terra attraverso la quale si intuiva “la chiave di tutto”: le radici stesse dell’Identità culturale europea. La Sicilia infatti è la regione con la più alta concentrazione di siti inseriti nella World Heritage List dell’Unesco. La Valle dei Templi, la Villa Romana del Casale, le Isole Eolie, il Val di Noto, Siracusa e Pantalica, L’Etna, Palermo e il percorso arabo normanno e, quale “patrimonio immateriale”, i Pupi siciliani e l’alberello a vite del passito di Pantelleria costituiscono, per dirla con Cesare Brandi, un “paesaggio culturale unico”.

Fabio Granata

 

Francesco Cafiso

Mezzogiorno di un tiepido pomeriggio autunnale a Salaparuta, nella seconda metà dell’800. Una banda musicale percorre i vicoli polverosi tra le case basse, dietro il simulacro della santa del paese. I bambini scorrazzano tra la folla in processione, urlando, strattonandosi, ridendo; tranne uno che, affascinato dalla musica, segue imperturbabile i musicanti, tra i quali c’è anche il padre che suona il cornetto. Un bambino che il ritmo ce l’ha nel sangue e che porterà con sé la sua passione fin oltre oceano, quando il padre emigrante sbarcherà con la famiglia in America. A New Orleans quel bambino, James Dominick La Rocca, divenne un cornettista e formò la prima orchestra jazz col nome di “Nick La Rocca”.


di Maria Elisabetta Giarratana
 

Il ritorno di Archimede

La realizzazione di un “progetto-monumento a carattere scultoreo”, all’interno di un assetto urbano già costituito come quello di una città millenaria come Siracusa, determina una scelta invasiva perché si va ad intervenire là dove lo spazio architettonico-urbanistico era pensato per altri usi e destinazioni.
Da qui la presa di coscienza che per realizzare compiutamente e concretamente il “Progetto Monumento Archimede” non basta prendere una scultura e inserirla in una situazione ambientale già precostituita.
Occorre far sì che l’intervento plastico ambientale abbia una corretta impostazione e sia specificatamente progettato in relazione alla natura architettonico-urbanistica scelta; prodotto essa stessa dei segni e delle memorie antropologico-culturali che caratterizzano l’ambiente dove si vuole intervenire.


di Giacomo Cappetta
 

Feste Archimedee

Feste archimedee: un grande spettacolo di luci, suoni, colori e sorrisi. L’aria che si respira a Siracusa nelle serate della prima settimana di luglio è densa di stupore, di gioia, di vitalità. Cammini per le strade del centro storico, la mitica Ortigia, e rimani affascinato dai cortili, dalle strade, dalle piazze che rivivono grazie all’arte di giovani e giovanissimi che si esibiscono dando prova del loro talento.
La figura di Archimede, matematico, fisico e inventore nato e vissuto a Siracusa, scienziato annoverato dalla tradizione come uno dei più grandi della Storia, è stata fonte di ispirazione per un progetto di ampio respiro che ha puntato sul genio giovanile come spirito propulsivo di evoluzione e cambiamento culturale e sociale.


di leSicilie
 

Quirino De Ieso tra arte e koinè

“… Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi … Erano stupefatti e, fuori di sé per lo stupore, dicevano: Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?…”. Così tra il purpureo fragore delle lingue di fuoco, lo Spirito Santo dietro le sembianze di una colomba dalle ali spiegate impenna dalla croce per discendere dapprima sull’adunanza di apostoli schierati, per poi avvolgere tutta la comunità finanche il nucleo primigenio: la famiglia. In basso risalta il momento in cui la luce divina dello Spirito Santo discende e si quieta sulla Vergine, mentre Costei riceve l’annuncio dall’angelo; accanto sono i quattro evangelisti tra i quali uno di loro, da storico documenta l’evento mistico.


di Licia Oddo - Jorge A. Facio Lince - Ariel S. Levi di Gualdo
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